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Gestire la rabbia: una guida pratica

Chi ha una vita frenetica lo sa: a volte basta un nonnulla per scoppiare come vulcani pronti ad eruttare e distruggere tutto ciò che ci circonda, può essere qualcuno che ci taglia la strada mente siamo imbottigliate nel traffico, qualche furbone che ci passa avanti in fila al supermarket o un collega che ci stressa. La rabbia è un’emozione complessa con la quale tutte noi prima o poi facciamo i conti, alcune più spesso di altre. Per questo motivo dobbiamo imparare a gestirla.

Come gestire la rabbia?

Troppo spesso però capita di lasciarci prendere dalle emozioni e rimanere solo contenitori inermi di un momento di rabbia distruttrice a volte mal direzionata. Alzi la mano chi non si è mai trovata a prendersela con qualcuno che non aveva provocato il momento di ira, ma semplicemente si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Se mal gestita, la rabbia può portare al deteriorarsi di relazioni interpersonali anche profonde: un comportamento iracondo ripetuto e mal direzionato può farci fraintendere da amici, parenti o peggio ancora da colleghi o dalla persona amata. A nessuno piace stare con qualcuno che sembra sempre sull’orlo di una crisi di nervi!

Impariamo insieme come gestire quest’emozione di cui tanto si parla,  ma i cui meccanismi sembrano essere un mistero per la maggior parte delle persone.

Come riconoscere la rabbia

Della rabbia come emozione si fa un gran parlare, proprio perché può essere un’emozione negativa sia per le nostre relazioni interpersonali che per il nostro benessere fisico: episodi di rabbia prolungati e protratti nel tempo minano non solo i rapporti con le persone che ci circondano ma anche la nostra salute poiché aumentano la produzione di succhi gastrici e innalzano notevolmente la pressione sanguigna provocando col passare del tempo ipertensione e gastrite nervosa.

Ma per imparare a domare l’ira, dobbiamo innanzitutto imparare a riconoscerla nel momento in cui si presenta alla nostra porta, questo significa non ridursi sempre ad essere tese come corde di violino e aspettare che arrivi la classica “goccia che fa traboccare il vaso” per dare sfogo a tutta la rabbia repressa che abbiamo dentro.

Nella maggior parte dei casi la rabbia monta dentro di noi quando ci sentiamo vittime di ingiustizie o quando vediamo il nostro spazio improvvisamente invaso da altri. Questo non valga solo per lo spazio fisico entro il quale viviamo, quanto per lo spazio emotivo e psicologico che ci contraddistingue: richieste opprimenti, cambi di programma improvvisi e situazioni che peggiorano da un momento all’altro, sono gli iter classici che ci portano a momenti di rabbia incontrollata.

La rabbia è però un’emozione subdola e sottile: parte con una sensazione di disagio, come un seme che pianta le radici in un contesto che non ci piace e attende in silenzio di essere nutrita dal malcontento che gli eventi a volte alimentano in noi; poi a un certo punto sentiamo quel moto d’ira che ci arde dentro e scoppiamo.

Il vero trucco per riuscire a domare quest’emozione è riconoscerla sul nascere. In questo modo potremo trasformare giornate “no” in momenti di serenità zen.

Come controllare la rabbia

Una volta riconosciuto un moto di rabbia, questa va trattata esattamente come faremmo con una fiera affamata. Può sembrare un paragone stupido, ma è esattamente così che si comporta quest’emozione del tutto umana: come un fuoco che brucia dentro essa è in grado di distruggere tutto se non riusciamo a tenerla al guinzaglio sin da quando si presenta in forma embrionale.

Tentare di reprimere la rabbia può funzionare per qualche tempo, ma si rivela un atteggiamento distruttivo se protratto a lungo, perché consente all’ira di aumentare esponenzialmente proprio come un animale chiuso in una gabbia troppo stretta per molto tempo.

Tenere sotto controllo i propri moti d’ira non significa necessariamente reprimere quella che in fin dei conti è una delle emozioni primordiali dell’essere umano, quanto piuttosto imparare a vivere con serenità anche quei momenti in cui ci sembra di non poterne proprio più di tutto ciò che ci sta intorno.

La rabbia va prima riconosciuta e poi trattata con cautela, proprio come una belva, facendo attenzione a ogni particolare che possa farci esplodere in un secondo momento.

Può sembrare banale, ma il classico metodo di contare fino a dieci può dare risultati sorprendenti se applicato con rigore e regolarità: tirare un lungo respiro ed espirare contando fino a 10, facendo in modo che il respiro duri esattamente 10 secondi e ripetere l’operazione per tre volte, può restituire calma zen anche agli animi più irascibili.

La gestione della rabbia inizia da noi

Abbiamo detto quanto la rabbia possa essere dannosa se tenuta troppo sotto controllo, allo stesso modo di un fiume in piena dev’essere a un certo punto sfogata per evitare che il precipitare delle circostanze porti a distruttive sfuriate che fanno male a noi e agli altri.

Quante volte ci capita di dire cose che non pensiamo, cattiverie gratuite, solo per sfogare sentimenti di ira non espressi in precedenza? La rabbia è un’emozione delicata che va trattata con la giusta misura. Proprio come una pentola a pressione, l’ira va tenuta sotto controllo tramite apposite valvole di sfogo per evitare che troppa pressione si accumuli all’interno generando sgradite esplosioni.

Alcune personalità possono essere più irascibili di altre. Chi tra noi è soggetta a scatti d’ira sa quanto questi possano far male alle persone a noi care che si sentono attaccate e non gradite e che a lungo andare possono pensare che non teniamo a loro. Nascondersi dietro discorsi facinorosi del tipo “Sono fatta così, non posso farci nulla” non fa che aumentare negli altri la convinzione che non solo siamo molto irascibili, ma non abbiamo intenzione di cambiare per facilitare loro l’esistenza.

Magari all’inizio non tutti si accorgeranno del fatto che stiamo iniziando a lottare contro gli accessi d’ira, ma a lungo andare chi condivide con noi lo spazio vitale, noterà il cambiamento e non potrà che esserne entusiasta.

Un’ottima idea è incanalare l’ira attraverso una serie di attività produttive: la rabbia è un’emozione che genera dentro una quantità inesauribile di energia, che può addirittura farci ammalare se non la sfoghiamo periodicamente; quale occasione migliore, allora, per impiegare questa energia in attività fisiche o in hobby che magari ci facciano anche bruciare qualche caloria!

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