Autopalpazione del seno: la prevenzione nelle nostre mani

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Il seno ci rende femminili, attira gli sguardi e ci fa sentire desiderate. Ci lega ai nostri figli con l’allattamento e rappresenta per loro l’ambiente più accogliente del mondo.

Come ogni parte del nostro corpo il seno ha bisogno di cure costanti e mirate, massaggi linfodrenanti, docce tonificanti e trattamenti rassodanti sono materia conosciuta per tutte le donne; indipendentemente dalla nostra età o estrazione sociale il seno è una delle parti più importanti della vita intera di ogni donna.

Così come cerchiamo di renderlo più bello con trattamenti estetici mirati o con lingerie che ne esalti la prosperosità, è importantissimo che ognuna di noi periodicamente si dedichi alla pratica dell’autopalpazione di entrambi i seni.

Il cancro al seno è una piaga che in Italia sta pericolosamente aumentando tra la popolazione femminile e la prima e più importante arma che abbiamo contro di esso è la diagnosi precoce, possibile solo grazie ad una periodica e corretta autopalpazione consigliabile già dai 20 anni e chiaramente sottoponendosi alle cadenze temporali consigliate dal proprio medico, agli esami specifici, quali la mammografia e la ecografia mammaria.

Come sappiamo la morfologia e soprattutto la consistenza dei nostri seni cambiano nell’arco di un mese solare: specialmente nel periodo precedente o corrispondente al ciclo mestruale il seno risulta dolorante è appare gonfio o in alcuni casi addirittura turgido. Bisogna quindi scegliere con oculatezza il momento adatto per praticare un’autopalpazione.

La scelta migliore cade circa cinque giorni dopo la fine del ciclo mestruale, in questo periodo il seno si  sgonfia dopo l’uragano ormonale del ciclo ed è più facile rilevare eventuali anomalie dei tessuti.

Vediamo come procedere.

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Iniziamo mettendoci davanti allo specchio senza reggiseno, osserviamo attentamente la forma dei nostri seni sia di fronte che di profilo, sia a braccia sollevate che a braccia basse lungo i fianchi. Non si può pretendere che i seni siano perfettamente identici, ciò nonostante dobbiamo prestare attenzione ad eventuali discrepanze tra un seno e l’altro.

Iniziamo l’autopalpazione a partire dalla zona immediatamente sub-ascellare, esercitando una certa pressione col palmo della mano e con le dita, seguendo movimenti circolari, fino ad arrivare al corpo del seno, da percorrere in toto seguendo questa metodologia.

Esaminiamo anche i capezzoli e notiamo se la morfologia è cambiata di recente o la zona risulta particolarmente sensibile, se c’è dolore o altro.

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Per qualunque dubbio o se rileviamo qualcosa di anomalo, è necessario ricorrere al consulto presso un senologo e procedere ad una mammografia: la mammografia altro non è che un esame radiografico relativamente semplice e veloce: a turno i seni vengono posti tra due piatti di plastica trasparente e schiacciati mentre un’apposita apparecchiatura provvede alla scansione dei tessuti.

L’esame è gratuito dopo i 45 anni. Per quelle tra noi che non hanno raggiunto quest’età il costo si aggira tra 50 e i 150 euro.

Si consiglia il linea di massima una mammografia ogni 2 anni per le donne dai 40 anni in su, anche se nel caso in cui abbiamo una storia familiare con carcinomi mammari, è consigliabile anticipare i tempi ed eseguire questi esami periodici già dopo i 35 anni.

Per un esame ancora più approfondito e completo e per una corretta prevenzione, è preferibile associare alla mammografia anche la ecografia mammaria; esame anch’esso relativamente semplice e indolore, che va ripetuto una volta l’anno o anche prima se si soffre di qualche patologia.

La cosa davvero importante è conoscere il nostro corpo e il nostro seno: nessun meglio di noi sarà in grado di riconoscere anche piccoli cambiamenti.

La prevenzione parte proprio dalla nostra iniziativa, quindi occhi aperti!

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