Rapporto madre figlia: le cause dei conflitti e i rimedi

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Ma perchè i rapporti madre figlia sono spesso così complessi? Quali sono le conseguenze e soprattutto come fare per risolvere i conflitti?

Quante volte si sente parlare della complessità dei rapporti madre figlia? Di quei rapporti conflittuali che possono condizionare le nostre scelte di vita e la stessa personalità. Litigi, incomprensioni, mancanza di dialogo e rifiuto di comprendersi sembrano essere delle costanti sia nella fase adolescenziale, quando prevale la voglia di indipendenza e il senso di ribellione e sia nell’età adulta.

Ma perchè i rapporti madre figlia sono spesso così complessi? Quali sono le conseguenze e soprattutto come fare per risolvere i conflitti?

La parola alla Psicologa 

Dr.ssa Eleonora Pellegrini

Per una donna il rapporto con la madre è uno dei legami più importanti, al quale facciamo spesso riferimento nella nostra quotidianità ma che anche spesso è ricco di conflitti e incomprensioni. Si sviluppano in noi dinamiche difficili, ambivalenze inconsce nel rapporto, dovute a molti fattori: le madri spesso proiettano sulle figlie le proprie frustrazioni e desideri, le figlie cercano le loro identità femminili differenziandosi anche dalle madri, alternando l’idealizzazione alla contestazione.
Da un lato infatti le donne sono spinte a imitare la propria madre, prendendola come esempio in molte situazioni, poiché la maggiore esperienza spesso ci guida nelle nostre vite e nei nostri dubbi, sia come donne, sia, molto spesso, anche come mamme. Dall’altro lato vogliono differenziarsi, per trovare una propria identità, mostrando il proprio valore a se stesse e agli altri. E se questo è difficile per le figlie, altrettanto è per le madri impostare e mantenere un rapporto fruttuoso ed equilibrato con le proprie figlie femmine.

article-1088254-028B2DB5000005DC-917_468x331Dall’adolescenza all’età adulta: evitare le proiezioni delle madri

È dalla nascita che le madri si rapportano alle figlie in funzione delle proprie aspettative: alcune di queste sono utili e funzionali a un sano sviluppo, mentre altre, più importanti e problematiche, hanno come scopo più o meno inconscio quello di compensare delle carenze affettive della madre o realizzare desideri incompiuti che vorrebbe proiettare sulla figlia. È qui che il rapporto diventa “malsano” e disfunzionale, nel momento in cui la madre si aspetta che la figlia si comporti in un certo modo o raggiunga dei risultati in ambiti che magari alla figlia non appartengono; la figlia può sentirsi non amata o rifiutata nella sua unicità, a meno che non esaudisca il copione che la madre ha studiato per lei.

Di solito queste dinamiche avvengono quando la personalità si sta formando, quando la figlia inizia a crescere e a volersi differenziare, esaltando la propria femminilità, prendendo spunto dalla madre ma anche cercando una diversità, una propria identità. E se queste dinamiche iniziano in adolescenza, non è con la fine dell’adolescenza che vengono meno. Le problematiche che si possono instaurare in questa fase e poi rimanere, sono soprattutto problematiche emotive (le più svariate forme di ansia e insicurezza), che si ripercuotono anche nelle relazioni sociali, specialmente su quelle con il partner (che possono provocare dipendenze affettive, incapacità di raggiungere indipendenza, difficoltà sessuali).

c_res_gilmoregirls-4-3-2Come impostare allora una corretta relazione madre-figlia?

Una corretta relazione madre-figlia dovrebbe essere costruita da entrambe. Spesso in terapia vedo figlie che non hanno impostato un rapporto positivo con le loro madri e ne soffrono, non riuscendo a farsi amare da loro per quelle che sono e mostrando difficoltà a mantenere una solida relazione con il partner. Queste ragazze sono quelle che hanno anche difficoltà ad instaurare relazioni significative, la loro autostima è fortemente danneggiata e pensano di non valere nulla, di non potere essere interessanti per nessuno. Da qui sentimenti di insicurezza e sensazione di essere inappropriate.
È per questo importante che le madri aiutino le figlie nella costruzione della loro identità, offrendo la propria esperienza, ma cercando di non imporla, ascoltando senza giudicare. Sarà a questo punto più facile per le figlie comprendere il punto di vista delle madri se non vengono obbligate a comportarsi come le madri vorrebbero e se si sentiranno capite e accettate anche nelle loro diversità, potranno scegliere di farne loro punto di riferimento.

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