Vite straordinarie: Lady Diana, la principessa del popolo

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12145781211La vita, gli amori e i dolori di una delle donne più amate del ventesimo secolo

La ricordiamo sulla carrozza reale, vestita da sposa quel lontano 29 luglio 1981, mentre tutta l’Inghilterra acclamava il suo matrimonio con Carlo, l’erede al trono del Regno Unito. Eguagliato solo dalle nozze del figlio William con Kate Middleton, il matrimonio di Diana Spencer e del Principe Carlo  fu l’evento mediatico del secolo scorso.

Timida e delicata, Diana fece il suo ingresso nella famiglia reale, ma il suo atteggiamento sincero e naturale, i suoi sorrisi così puri e la sua semplicità le causarono non pochi problemi a Buckingham Palace: spesso i suoi comportamenti troppo naturali scatenavano le polemiche della famiglia. La principessa che già lottava per l’amore del marito con l’eterna rivale Camilla Parker Bowles comprendeva il significato di “prigione d’oro e diamanti”  del ruolo da lei rivestito, allorché non solo non poteva parlare dei propri problemi come una donna normale, sopportare le dicerie (in gran parte veritiere) sulle preferenze del Principe verso Camilla, ma addirittura doveva fingere di essere felice quando il suo cuore gridava di dolore.

Questa situazione familiare, insieme al fatto di essere più che un personaggio famoso una vera e propria icona per il popolo britannico, resero la principessa spesso malinconica e le valsero il soprannome che arrivava direttamente dai suoi sudditi “La Principessa Triste”.

Non lasciandosi inghiottire dalla macchina mediatica né dall’austerità glaciale impostale a Palazzo, la principessa riprese in mano la propria vita e appena i suoi due bellissimi figli furono cresciuti abbastanza, interruppe il matrimonio con l’erede al trono e si dedicò anima e corpo a innumerevoli opere umanitarie. Dalla lotta all’AIDS nei paesi in via di sviluppo fino alla scottante tematica delle mine anti-uomo. La principessa non si risparmiava mai, aveva sempre un sorriso e manifestava grande amore verso tutti quelli che incrociavano il suo cammino.

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princess-diana-meets-mother-teresaDiana_323x400Nelle sue missioni umanitarie, Diana riusciva a incanalare tutto l’amore che aveva dentro e che la sua precedente vita patinata non concedeva.  Sempre con grande classe e semplicità riuscì ad agire in tandem con personalità del calibro di Nelson Mandela e Madre Teresa di Calcutta (scomparsa proprio pochi giorni dopo la principessa) mettendo sempre i propositi caritatevoli prima di ogni mondanità o frivolezza.

Era con questi grandi esempi di umanità che Diana ritrovò il sorriso perso nelle sale dorate di Buckingham Palace, così i suoi sudditi compresero quanto in realtà avesse ancora da dare la loro principessa.

Mai nessuno nella storia della Famiglia Reale Britannica incontrò una tale approvazione e un tale seguito da parte del popolo. Ciò a testimonianza del fatto che una grande personalità come quella di Diana, per quanto il suo cammino possa essere stato accidentato e ardimentoso, è riuscita sempre ad affermarsi e a sbocciare in ogni situazione.

Eternamente innamorati di Diana, i sudditi inglesi e tutto il mondo piansero lungamente la sua improvvisa e prematura scomparsa.

Sono ormai passati 16 anni da quella fatidica notte del 31 agosto 1997, ma le immagini dei tg di quel terribile incidente in quel maledetto tunnel parigino, ancora suscitano grande commozione.

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L’amore del popolo per la Principessa Diana è qualcosa di grande e impalpabile: ancora oggi sulla Memorial Fountain da poco edificata, numerosi sono i mazzi di fiori e le lettere appassionate scritte per una donna dal cuore e dalla personalità ineguagliabili.

Un sentimento sopravvissuto agli anni e  che sembra esser passato a William, suo primogenito che le somiglia così tanto e al suo piccolo George. La Principessa del Popolo è ancora presente accanto ai suoi figli, ai suoi nipoti e al suo popolo, che mai l’ha dimenticata.

In omaggio alla Principessa del Popolo per l’anniversario della sua morte, Femminilità e Stile vuole ripercorrere la sua vita per sentirla ancora vicina a noi e per tutti quelli che sono nati dopo la sua prematura scomparsa o semplicemente hanno dei ricordi sbiaditi sulla vita di questa donna straordinaria.

LA VITA, GLI AMORI E I DOLORI

DELLA PRINCIPESSA DEL POPOLO

Fonte wikipedia

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SANDRINGHAM
SANDRINGHAM

diana-babyDiana nacque il 1º luglio 1961 a Sandringham nel Norfolk. Era la quarta dei cinque figli del Visconte e della Viscontessa Althorp, appartenenti a una delle famiglie più antiche e importanti del Regno Unito, strettamente legate alla Famiglia Reale da diverse generazioni, gli Spencer. Diana crebbe a Park House, nei pressi della residenza reale di Sandringham e aveva solo sette anni quando i suoi genitori si separarono. Durante la separazione, visse con la madre a Londra, finchè il padre Lord Althorp ottenne la custodia di Diana per poi sposarsi il 14 luglio del 1976 con Raine, contessa di Dartmouth, mal sopportata da Diana.

Nel 1968, dopo aver frequentato la scuola pubblica, Diana venne iscritta al collegio Riddlesworth Hall, ma non si rivelò particolarmente brillante nello studio, tanto che venne trasferita alla The New School at West Heath nel Kent, dove rimase però una studentessa mediocre, che tentò e fallì per ben due volte i suoi esami di maturità. Frequentò anche una scuola di buone maniere in Svizzera e coltivò le sue passioni per il nuoto e per la danza: sognava di diventare ballerina del Royal Ballet, ma divenne troppo alta per poter realizzare il suo sogno.

Fotor0904154433Per il suo diciottesimo compleanno, le venne regalato dai genitori un appartamento a Coleherne Court (foto sotto) dove visse fino al 1981 con tre sue amiche.  Lavorò come insegnante di danza per i bambini alle prime armi all’accademia di Madame Vacani, che ben presto dovette lasciare a causa di un incidente di sci che le immobilizzò la caviglia per diversi mesi. In seguito lavorò part-time come assistente all’asilo Young England, a Knightsbridge.

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Coleherne Court
Lady Sarah Spencer (la sorella di Diana)
Il Principe Carlo con Lady Sarah Spencer (sorella di Diana)

L’incontro con il Principe

All’età di sedici anni, durante una battuta di caccia nel 1977, conobbe Carlo che all’epoca, quasi trentenne, frequentava Lady Sarah, sorella maggiore di Diana.

Incontrò nuovamente il principe nell’estate del 1980, ad una festa organizzata nella tenuta di campagna dall’amico Philip de Pass. Durante il barbecue che seguì, Carlo rimase colpito dalla bellezza genuina e dalla sensibilità di Diana, mentre cercava di consolarlo per la recente perdita dello zio, Lord Mountbatten, ucciso nel novembre del 1979 dal gruppo terroristico dell’IRA. Così cominciarono a frequentarsi: il principe la invitò alla Royal Albert Hall per assistere al Requiem di Giuseppe Verdi; fu ospite a bordo del panfilo reale Britannia, il più antico della marina inglese, per le regate Cowes Week, per poi essere invitata a Balmoral, la residenza scozzese della Famiglia Reale. Durante il soggiorno, alcuni fotografi nascosti sulle rive del fiume Dee, ansiosi di scoprire la nuova fiamma del principe, fotografarono Carlo mentre pescava accompagnato da una misteriosa ragazza che, scorgendo i loro obbiettivi, si nascose.

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1980 asilo Young England: la foto chiaccherata

Non ci volle molto per i giornalisti a scoprire l’identità di Diana, tanto che al suo ritorno a Londra, si trovò letteralmente perseguitata dai paparazzi.

A sinistra la prima celebre e chiacchierata fotografia, scattata durante l’orario di lavoro all’asilo Young England, che mostrava il profilo delle gambe attraverso il tessuto leggero della gonna, che pur avendo suscitato scalpore, contribuì ad accrescere la sua popolarità.
Intanto gli incontri con Carlo proseguivano, finchè, il 6 febbraio 1981, la invitò al castello di Windsor per chiederla in sposa.

 

IL FIDANZAMENTO

24 febbraio 1981

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Il 24 febbraio 1981 Buckingham Palace annunciò ufficialmente il loro fidanzamento. L’anello scelto da Diana dal catalogo della gioielleria Garrard, è in oro bianco con 14 diamanti disposti attorno ad un grosso zaffiro di 12 carati, che dal 2010, come a tutti noto, è al dito della duchessa di Cambridge, Kate Middleton, moglie del primogenito di Diana e futuro Re d’Inghilterra, William.

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Dopo l’annuncio del fidanzamento e una vacanza in Australia con la mamma e il patrigno, Diana abbandonò il suo appartamento di Coleherne Court per trasferirsi in una suite all’interno di Buckingham Palace, dove studiò il protocollo reale: come parlare in pubblico, salutare e trattare con la servitù.
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Diana, però, si rivelò subito poco tollerante ai rigidi formalismi e alle etichette della Casa Reale.

Il primo scivolone involontario del protocollo, fu commesso il 9 marzo 1981, allorquando, appena diciannovenne, in occasione del ricevimento alla Goldsmiths Hall di Londra cui presenziò con Carlo, indossò un provocante abito in chiffon nero con una profonda scollatura e le spalle nude, che scandalizzò letteralmente, tanto che i tabloid inglesi, ribattezzarono Diana “Daring Di“. La principessa Grace di Monaco, ospite d’onore all’evento e alla cena che seguì a Buckingham Palace, in quell’occasione prese da parte Lady Diana e la accompagnò alla toilette, dove la confortò per quel primo banale errore, dandole anche alcuni lumi su come affrontare e sopportare l’enorme pressione mediatica, preparandola che “sarebbe andata sempre peggio”.

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LE NOZZE REALI

29 luglio 1981

lady-dianaIl matrimonio del Principe Carlo con Lady Diana Spencer, appena ventenne, venne celebrato mercoledì 29 luglio 1981 nella Cattedrale di St. Paul a Londra, scelta perché offriva più posti a sedere rispetto all’Abbazia di Westminster, tradizionalmente usata per i matrimoni reali. Alla cerimonia parteciparono oltre 2.000 invitati tra cui esponenti delle famiglie reali straniere e numerosi politici e diplomatici. Le nozze, ribattezzate “da favola”, furono trasmesse in mondovisione e seguite da oltre 750 milioni di persone, mentre furono 600 mila quelle che inondarono le strade di Londra per vedere la sposa nel percorso che l’avrebbe portata alla cattedrale.

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ABITO NOZZE DIANA SPENCERLady Diana indossava un abito in taffetà e seta color avorio, adornato da pizzi antichi e con uno strascico lungo ben sette metri.
Il principe e la nuova principessa del Galles trascorsero parte della loro luna di miele nella villa di proprietà della famiglia Mountbatten, nell’Hampshire, per poi imbarcarsi sul panfilo reale Britannia per una crociera attraverso il mediterraneo. Visitarono l’Egitto, la Tunisia, la Sardegna e la Grecia.

Il matrimonio, però, fortemente voluto dal padre di Carlo, non fu affatto felice: Diana era lasciata spesso sola dal marito, non si sentiva amata da Carlo e neppure dalla Regina, che la faceva sentire spesso inadeguata.

LA MATERNITA’

628x471Il 5 novembre 1981 venne ufficialmente annunciata la prima gravidanza di Diana.

Nel gennaio 1982, a Sandringham, dove la Famiglia Reale trascorreva abitualmente il natale, Diana cadde dallo scalone principale, costringendo il ginecologo reale, George Pinker, ad accorrere da Londra per prestare soccorso alla principessa, incinta di 12 settimane. Nonostante diverse contusioni, il feto non riportò danni.

La caduta, che inizialmente venne considerata accidentale, in realtà fu il primo, disperato tentativo di Diana di attirare l’attenzione del marito, che ancora una volta la lasciava sola per recarsi a caccia o alle sue partite di polo.

Il 21 giugno 1982, in un’ala riservata del St Mary’s Hospital, nel quartiere di Paddington, a Londra, Diana diede alla luce l’erede al trono, William Arthur Philip Louis. Il bambino fu il primo erede a nascere in un ospedale pubblico anziché a palazzo, com’era tradizione e come anche la Famiglia Reale pretendeva. Ma Diana fu irremovibile al riguardo.

3ed6485a-f041-4f0b-a999-a950e6691de4.53424200_4519182_garriIl secondo figlio, Harry Charles Albert David, nacque due anni dopo William, il 15 settembre 1984. La principessa rivelò che durante la seconda gravidanza, lei e Carlo erano molto uniti, anche se durò poco. Diana sapeva di aspettare un maschio sin dall’ecografia, ma non ne parlò con nessuno, nemmeno con il marito, che sperava invece in una bambina.
La principessa fu una madre esemplare, devota e affettuosa. Raramente chiedeva l’approvazione del principe o della Famiglia Reale ed era spesso intransigente quando si trattava dei figli. Scelse lei i loro nomi di battesimo, licenziò la governante reale e ne assunse una di sua scelta, si occupò di selezionare la scuola che avrebbero frequentato, il loro abbigliamento e le uscite ufficiali. Li accompagnava a scuola, giocava spesso con loro come una madre normale e spesso organizzava il suo programma di visite e apparizioni pubbliche in base alle esigenze dei bambini.

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IL DIVORZIO

28 agosto 1996

lady-d-e-carlo-prima-del-divorzioL’inevitabile rottura del rapporto più chiacchierato del ventesimo secolo, arrivò dopo 11 lunghi anni di incomprensioni, tradimenti e tre tentati suicidi della principessa triste, colpita già subito dopo le nozze da anoressia e bulimia per il suo smisurato bisogno di amore rimasto inappagato.

Entrambi i principi di Galles si accusarono a vicenda del fallimento del matrimonio. La principessa iniziò una relazione con il suo istruttore di equitazione, il maggiore James Hewitt e il principe tornò dalla sua vecchia e devota fiamma, Camilla Parker-Bowles. L’adulterio di Carlo fu rivelato per la prima volta nel maggio 1992 con la pubblicazione del libro “Diana – La sua vera storia” di Andrew Morton. Il libro, che rivelava senza remore l’infelicità di Diana e i suoi disperati tentativi di suicidio a causa dell’indifferenza del marito, causò una vera tempesta mediatica. Seguirono durante il 1992 e il 1993, le pubblicazioni di registrazioni illegali delle conversazioni telefoniche tra i principi di Galles e i rispettivi amanti, seguite dalla pubblicazione sul Sun delle trascrizioni complete del colloquio intimo tra la principessa e James Gilbey e sui giornali Today e Mirror gli stralci del Camillagate, lo scandaloso scambio di battute ad alto contenuto erotico tra il principe Carlo e Camilla.

Il 9 dicembre 1992 l’annuncio della separazione da parte del primo ministro britannico John Major alla Camera dei Comuni. Il principe di Galles cercò di riconquistarsi il consenso del pubblico che parteggiava per Diana, concedendo un’intervista televisiva a Jonathan Dimbleby il 29 giugno 1994, nel cui ambito confessò il suo tradimento con Camilla Parker-Bowles, dichiarando di avere iniziato la relazione solo nel 1986, quando il suo matrimonio con Diana era ormai naufragato.

All’intervista di Carlo seguì quella di Diana, che il 20 novembre 1995 rivelò la sua relazione con Hewitt dicendo: “Si, lo adoravo” e aggiungendo sulla relazione di Carlo con Camilla, la sua storica frase “Eravamo in tre in questo matrimonio, un po’ troppo affollato”.

Ai turbolenti avvenimenti fece seguito, per volere della regina, il divorzio, ufficializzato il 28 agosto 1996. Diana ricevette 17 milioni di sterline e perse il titolo di Altezza Reale, mantenendo invece quello di Principessa di Galles e in quanto madre del secondo e terzo in linea di successione al trono, rimase un membro della Famiglia Reale, continuando quindi a godere dei privilegi ottenuti con il matrimonio.

LA RINASCITA

lady-d-dopo-il-divorzioDopo il divorzio, Diana, che continuò ad abitare nel lato nord di Kensington Palace, frequentò per quasi due anni uno stimato cardiochirurgo di origine pakistana, Hasnat Khan, il primo vero amore della vita di Diana come confermano i suoi amici più intimi. La relazione, però si interruppe bruscamente per volere di Khan, sebbene quest’ultimo durante la testimonianza rilasciata nell’ambito dell’inchiesta per la morte di Diana, rivelò che fu Diana a troncare la loro relazione nel giugno 1997.

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Diana e Hasnat Khan

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Dopo la relazione con il chirurgo, Diana conobbe Dodi Al-Fayed, figlio di Mohamed Al-Fayed, che aveva invitato la principessa a trascorrere l’estate con lui come sua ospite per farla conoscere al figlio. La principessa accettò l’invito di Al-Fayed e fu ospite insieme ai figli, nella sua villa a St, Tropez. Mohamed Al-Fayed comprò per l’occasione uno yacht di 60 metri da diversi milioni di sterline, il Jonikal, su cui far divertire Diana e i suoi figli.

Dopo quella vacanza, Diana rivelò a un’amica di essere “in preda a forti sintomi di astinenza” poiché avevano trascorso lei e i suoi figli “la vacanza più bella della loro vita”.

Una turbina mediatica si scatenò attorno a loro quando una foto scattata a grande distanza, pretendendo di mostrarli intenti ad abbracciarsi sul ponte, fu pubblicata con il titolo “Il bacio”.

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Nonostante l’intensa attenzione della stampa, la loro relazione rimase solida.
Dodi non si fece impressionare dall’attenzione della stampa, l’unico suo interesse era coltivare il suo amore per la Principessa, rivelando finanche agli amici che Diana era l’amore della sua vita e nonostante le pressioni incessanti dei media, non era mai stato più felice, mentre Diana confidò che in Dodi aveva trovato l’uomo che aveva sempre cercato ma che non aveva mai trovato: un uomo forte, buono e amorevole che la soddisfaceva completamente.
Dodi aveva acquistato la casa sulla spiaggia di Julie Andrews a Malibu, in California, come loro prima casa. La Principessa era entusiasta di avere una sala per le lezioni di ballo dove avrebbe potuto allenarsi e aveva comunicato al suo maggiordomo Paul Burrell di prepararsi a trasferirsi a Malibu con la moglie.
Diana e Dodi avevano cercato anche casa a Parigi. Avevano visitato la Villa Windsor nel Bois de Boulogne, riportata dal padre di Dodi agli antichi splendori di quando fu l’ultima residenza del Duca e la Duchessa di Windsor.
Dopo la loro estate trascorsa insieme, Dodi e Diana decisero di trascorrere un’ultima notte a Parigi, ma da quando atterrarono furono letteralmente assaliti dai paparazzi.
Per cena, Dodi aveva prenotato da Chez Benoit, un ristorante alla moda, ma la coppia dovette abbandonare l’idea e tornarono all’Hotel Ritz in Place Vendôme: si rifugiarono in una suite per una cena a due.
Se fossero tornati a Londra la domenica mattina, come pianificato, Diana avrebbe detto ai suoi figli del fidanzamento con Dodi prima di tornare a scuola per il trimestre autunnale. Diana e Dodi avevano in programma di visitare Hong Kong per poi volare attraverso il Pacifico, fermandosi alle Isole Hawaii per una vacanza in una delle isole esterne e proseguendo per Los Angeles, nella loro casa di Malibù.
Con infinito rammarico, i loro sogni si spezzarono troppo presto.

LA TRAGICA FINE

31 agosto 1997

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Sabato 30 agosto 1997, a fine serata, Diana e Dodi partono dall’Hôtel Ritz di Parigi, in Place Vendôme, sulla loro Mercedes S280, per raggiungere l’appartamento privato di Dodi. Poco dopo mezzanotte imboccano la galleria de l’Alma, seguiti da fotografi e per sfuggire al tampinamento incessante rimasero vittime di un incidente automobilistico sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, quando la loro Mercedes, guidata dall’autista Henri Paul, si infranse contro il tredicesimo pilastro della galleria.
Nello schianto, Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul muoiono sul colpo. Trevor Rees-Jones, guardia del corpo di Diana, seduto sul sedile anteriore e il solo ad avere la cintura di sicurezza allacciata, rimase gravemente ferito ma sopravvisse. Lady D, liberata dal groviglio di lamiere, era ancora viva e dopo i primi soccorsi prestati dal dottor Maillez, per caso sul posto, la condussero in ambulanza all’ospedale Pitié-Salpêtrière, dove morì due ore dopo per gravi lesioni interne.
La conferenza stampa per l’annuncio ufficiale della morte viene fatta alle 5.30 da un medico dell’ospedale, dal Ministro dell’Interno Jean-Pierre Chevènement e da Michael Jay, ambasciatore del Regno Unito in Francia.
Accorsero a Parigi il principe Carlo e le due sorelle di Diana, Lady Sarah McCorquodale e Lady Jane Fellowes, per l’identificazione del corpo, che fu subito cremato.
Nonostante la prima scelta di un funerale privato, poiché Diana non era più un’Altezza Reale, l’improvvisa e inaspettata reazione del popolo inglese, sgomento e in lacrime per la perdita dell’amata principessa, spinse la casa reale ad accettare le pubbliche esequie. Elisabetta, che con tutta la famiglia era rimasta a Balmoral, in Scozia, indifferente al lutto pubblico, dopo i ripetuti attacchi da parte della stampa e del popolo, che la accusarano di non mostrare rimorso per la morte di Diana, acconsentì ad issare a mezz’asta la bandiera sul palazzo reale e a tornare immediatamente a Londra. Il 5 settembre 1997 apparve in una diretta televisiva dove rendeva omaggio alla nuora scomparsa, definendola “un essere umano straordinario”, che “nei momenti felici come in quelli di sconforto, non aveva mai perso la capacità di sorridere, o di ispirare gli altri con il suo calore e la sua bontà”.

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Prince William (left) and Prince Harry,

Il 6 settembre 1997, giorno del funerale, per le strade di Londra si riversarono circa 3 milioni di persone. Il feretro di Diana fu posto su un affusto di cannone e da Kensington Palace, dove aveva trascorso la notte, attraversò Hyde Park fino a St. James’s, dove il principe Carlo, insieme ai figli William ed Harry, il padre Filippo, il IX Conte Spencer, fratello di Diana e 500 rappresentanti delle organizzazioni patrocinate dalla principessa, si unirono al corteo dietro la bara.
Le migliaia di persone presenti al funerale, piangendo ed accalcandosi intorno alle transenne, gettarono fiori al passaggio del feretro e lungo tutto il percorso. Davanti a Buckingham Palace, la famiglia reale al completo aspettava, vestita a lutto, il passaggio della bara: di fronte al feretro, Elisabetta piegò il capo in segno di rispetto.
Le esequie proseguirono nell’Abbazia di Westminster: durante la cerimonia, Elton John cantò Candle in the Wind, una versione modificata per l’occasione della celebre canzone dedicata alla morte di Marilyn Monroe. Il fratello di Diana pronunciò il suo discorso, dicendo che “Diana era l’essenza stessa della compassione, del dovere, dello stile, della bellezza. In tutto il mondo era considerata simbolo di umanità ed altruismo, portabandiera dei diritti degli oppressi. Una ragazza tipicamente inglese, che trascendeva la nazionalità; una donna dalla nobiltà innata, che andava oltre le classi sociali, e che ha dimostrato negli ultimi anni di non aver bisogno di un titolo reale per continuare a generare il suo particolare tipo di magia”.
Il funerale venne trasmesso in diretta dalle televisioni di tutto il mondo e seguito da oltre due miliardi di persone, rendendolo uno degli eventi televisivi più visti della storia.
Diana venne tumulata nella proprietà di famiglia, ad Althorp, in Northamptonshire, su un’isola in mezzo ad un laghetto chiamata Round Oval. La cerimonia, in forma strettamente privata, ebbe luogo subito dopo il funerale e vi presero parte l’ex-marito Carlo, i figli, la madre e i fratelli di Diana. La principessa venne vestita con un abito nero a maniche lunghe, disegnato da Catherine Walker e acquistato solo alcune settimane prima dell’incidente. Tra le sue mani venne posto un rosario, un dono che Diana aveva ricevuto da Madre Teresa, morta pochi giorni dopo di lei.

Così si spegne a soli trentasei anni, la vita di una delle donne più amate della storia.

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